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Il commercio del legname in Val di Sole

di Monica Valentinotti

 

Storia.

Verso la fine del Medioevo si sviluppa il commercio di legname grazie alle continue richieste di materie prime da parte della Serenissima Repubblica di Venezia. Questo portò ad un'evoluzione dei sistemi e delle tecniche di raccolta, lavorazione e produzione del legname e quindi alla costruzione delle prime segherie funzionanti sfruttando la forza cinetica dell'acqua. La prima parte del 1800 fu un periodo critico per i nostri boschi a causa di tagli indiscriminati, degli incendi, dell'estensione dei pascoli, degli avvenimenti politici e militari. Intorno alla metà del 1800 vi fu una progressiva presa di coscienza del problema forestale, quindi vennero promulgate delle leggi e dei regolamenti per conservare e incrementare il valore economico  

dell'importante risorsa che rappresenta il legno. In Trentino, nel XIX secolo, vi fu uno sviluppo e incremento delle segherie, grazie anche all'influenza dell'approccio economico-produttivo della scuola forestale tedesca. Inoltre, con l'annessione del Tirolo all'impero Austro-ungarico, nascono i primi gruppi di ricerca a livello nazionale nel settore forestale. "Forest Histoty" della I.U.F.R.O. (International Union of Forestry Research organisation) --> organismo mondiale che coordinava le attività di ricerca nel settore forestale, nato a Vienna nel 1891. Nel nostro territorio in legno ha avuto una grande importanza anche come elemento costruttivo; i tetti, ad esempio, una volta erano composti interamente in legno grazie a scandole in larice e anche la stessa struttura portante dell'edificio era costruita solitamente in legno. L'esito del primo conflitto mondiale ebbe conseguenze drammatiche, il Trentino venne di colpo a trovarsi coinvolto direttamente nella situazione politica ed economica italiana con conseguenze anche sull'industria del legno; l'attività manifatturiera si era ridotta fortemente e vi era stato un eccessivo sfruttamento e danneggiamento del bosco. Durante il secondo conflitto mondiale, invece, i boschi non subirono altrettanti danni. Considerando lo stato dei boschi trentini si nota che soffrivano gli effetti di un periodo di forte sfruttamento, erano state utilizzate quantità di legname superiori alla capacità di accrescimento del bosco. Agli inizi degli anni cinquanta fu percepita la necessità di un riassetto generale dei boschi con l'intento di modificare la gestione selvicolturale esaltando i valori dell'ecosistema forestale. La seconda metà del secolo segna il definitivo declino delle segherie idrauliche, perlomeno come espressione di un fattore tecnologico e produttivo nell'ambito dell'industria del legname.

Situata presso i Molini di Malé, si trova una tipica segheria "veneziana" costruita nel 1774 e impiegata nel taglio del legname fino al 1978. Durante il periodo estivo sono previste dimostrazioni guidate del funzionamento completo della segheria.

Segheria MalèBorari

 

 

Bibliografia

 • Reformierte Landts Ordnung der fürstlichen Grafschaft Tyrol (1603): vietava la foratura dei larici per la raccolta della resina, con specifico riferimento al Tirolo italiano.

• Ordinazioni: contenevano istruzioni riguardo il trattamento del legname, impedivano il pascolo delle capre, proibivano la raccolta della resina e della corteccia senza permesso.

• Legge del 1815: obbligava gli stabilimenti che richiedevano forti quantità di legname a spostarsi in zone più adatte al taglio boschivo.

• Regolamento forestale del Tirolo e Vorarlberg (1839): definiva le linee gestionali per un trattamento accurato dei boschi. • Leggi forestali del 1852 e del 1897: erano ricche di normative e tecniche per il taglio del legname.

• Trifft Ordnung - Flöss Ordnung: regolamentavano la fluitazione libera e legata, anche quella del fiume Noce.

La via del Fiume

1. Fase dell'esbosco che avveniva in prima fase manualmente, poi tramite slitte trainate da cavalli oppure lungo risine in legno o lungo canaloni. Lungo i corsi d'acqua, nei pressi dei centri abitati si trovano segherie, fucine e fornaci.

2. Per permettere la fluitazione del legname il livello del fiume veniva innalzato tramite opportuni sbarramenti (stue). Per superare cascate o altri ostacoli si impiegavano scivoli e canali in pietrame o legno.

3. Un cindolo smistava il legname da fluitare poi verso le segherie con l'ausilio di stue.

4. Segherie, concerie e fornaci lavoravano impiegando parte del legname fluitato.

5. Numerosi canali convogliavano l'acqua del fiume verso mulini, fucine, laboratori, fornaci, fabbriche e industrie del legno presenti sulle dighe.

6. Diversi canali collegavano il Brenta e l'Adige con Padova, Venezia e Chioggia. Erano tutti navigabili e se la corrente era insufficiente le imbarcazioni venivano trainate da cavalli.

7. Il legname giungeva a Venezia dove veniva utilizzato soprattutto nella costruzione di fondamenta e nei cantieri navali. La via del fiume. Disegno di Roswitha Asche.

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