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Val di Non

La Val di Non e i suoi castelli[1]

 (a cura di Elena Mendini)

 

La val di Non, che si estende da Mostizzolo al passo della Rocchetta, stupisce per essere la valle, in Trentino, con il maggior numero di castelli e palazzi. Castelli e palazzi che ancora oggi sono presenti e ben visibili.

Anche se oggi il turismo culturale ha ridato vigore a questo settore, lanciando nuove sfide all’ offerta turistica in valle di Non, non è con piglio estetico che i castelli sono stati costruiti e messi a dimora. Essi venivano collocati sulle antiche vie di comunicazione in posizioni strategiche. Servivano sia come dimora sia con funzioni difensive. Erano avamposti strategici e quindi non vi era necessariamente una continuità abitativa. Forse l’alto numero di castelli e palazzi qui presenti si spiega col fatto che l’Anaunia era una tra le più ricche valli del Trentino ed essa venne perciò fatta oggetto di interesse da numerose famiglie comitali. Inoltre la collocazione geografica rendeva la valle di Non importante e centrale. Ecco quindi come fosse importante difendere il territorio dalle incursioni che potevano provenire anche da valli (come la Val d'Ultimo) dove si stavano affermando altri poteri.  Le sorti del territorio anaune seguono le vicende politiche trentine. Nel territorio corrispondente per sommi capi all'odierno Trentino il principe vescovo, investito sia del potere spirituale che temporale, esercitava una serie di prerogative. Egli infatti le esercitava per conto dell'imperatore della famiglia degli Ottoni, che aveva deciso di affidare le proprie prerogative alle istituzioni ecclesiastiche. L'asse del Brennero infatti doveva essere presidiato per la sua importante collocazione geografica e tale presidio veniva fatto a tutela degli interessi imperiali contro le famiglie che volevano estendere, in un momento di debolezza del potere imperiale stesso, la propria influenza. Nel 1027 Corrado II investì il vescovo Udalrico II del potere temporale, concedendogli le contee della Venosta, di Trento e di Bolzano. Il X e XI secolo quindi vedono un vescovado forte, al culmine della propria capacità decisionale e forte del non avere concorrenti che potessero minacciare la propria supremazia. In questo momento inizia l'organizzazione delle relazioni su diversi livelli. Abbiamo infatti la creazione dell'istituto dell'avvocazia ovvero del mandatario del vescovo per curare i propri interessi. Abbiamo inoltre una iniziale rotta di collisione con la città di Trento, che porterà più avanti all'istituzione di un capitano con proprie prerogative che serviva a frenare il potere vescovile. Ma sul territorio la rete di relazioni inizia ad espandersi come una trama a maglia larga. Per fare un esempio, in Anaunia abbiamo inizialmente famiglie come i Flavon, che gestiscono per conto del vescovo di Trento. Il XII secolo è nevralgico per il Tirolo: dal castello omonimo, sito in val Venosta, i conti ingrandiscono i propri possedimenti tramite accorte politiche matrimoniali e vincenti campagne militari. A farne le spese di questo allargamento è proprio il principato vescovile di Trento. Parlare dei conti di Tirolo è molto lungo, per quel che riguarda la presenza in Anaunia di famiglie sodali ai conti tirolesi dobbiamo pensare banalmente ad un passaggio di consegne ovvero le conquiste militari portano famiglie nuove in Anaunia che si sostituiscono a quelle sodali al vescovo. È in questo periodo infatti che i Flavon vanno in rovina e si nota come in valle si ritaglino fette di territorio, corrispondenti a fette di potere, le maggiori famiglie tirolesi. Le famiglie Spor, Tono, Clesio poi germanizzate in Spaur, Thun, Cles fanno capolino molto presto.

Altre famiglie qui presenti diventano sodali dei Tirolo; è il caso della famiglia dei Coredo ad esempio, che riuscì ad accrescere il proprio potere grazie al riconoscimento nei Tirolo del loro superiore feudale.

Si può pensare che inizialmente queste famiglie approfittino dell’assenza di potere sul territorio per fare proprie alcune prerogative, come la riscossione delle imposte e dei dazi. Ma è il legame con i conti di Tirolo, sia diretto sia presunto, che esse sentono come fondante il loro status; perciò troviamo ad un certo punto che queste famiglie, legittimate nel presente tramite questo legame coi conti di Tirolo, cerchino di nobilitare le proprie origini legandosi a un santo patrono. Vi sono legami privilegiati in questo senso, per esempio della famiglia Thun con san Romedio, bene esplicitato nella iconografia presente in diverse abitazioni della casata e finanche in Repubblica Ceca. Tali famiglie, dal XII secolo in poi, si dividono il territorio anaune in territorio di pertinenza. La famiglia più importante è rappresentata dai Thun, che poteva vantare di non dover mai calpestare fuori dai propri possedimenti scendendo dal Tonale verso Trento. Ma anche la famiglia degli Spaur che inizialmente collocata nella zona di Spor acquisisce via via terreni e potere.  Di questo parleremo più approfonditamente nelle singole schede riguardanti i castelli. In questa introduzione, dedicheremo il paragrafo conclusivo alla loro  struttura fisica, architettonica; brutalmente quindi ci occuperemo dello stato in cui si trovano i singoli manieri nel 2014. Alcuni in forma di rudere, altri come residenza privata, altri ancora disponibili al pubblico.

Castel Thun 2Possiamo liquidare subito l’ultimo tipo, dicendo che il castello noneso per antonomasia, dalla sua apertura al pubblico ad oggi, è il castello sito a Vigo di Ton appartenuto alla famiglia Thun Hohenstein.

Un altro castello è castel Coredo. Castel Coredo

Castel Nanno

Così come è visitabile Castel Nanno, di cui rimane oggi un vuoto guscio di quella che doveva essere una tra le dimore più belle costruite in età moderna in Anaunia, che la leggenda narra addirittura essere opera palladiana.

Alcuni castelli hanno seguito le sorti della famiglia di nobili da loro abitati; i contrafforti, i cammini di ronda, le torri hanno lasciato il posto a ruderi, che riescono a sollevare ancora in noi quel languore romantico ben descritto da don Gioseffo Pinamonti nel suo testo d’occasione La Naunia descritta al viaggiatore (1825) da cui trarrò qua e là qualche citazione.

altaguardiaOrmai in rovina è il castello d’Altaguardia sito a Bresimo di proprietà della famiglia Thun, il castel Corona, abitato non oltre il Cinquecento,Castel Corona il Castel San Pietro, castel_san_pietrocollocato sul versante di Castel Thun sempre nella pieve di Vigo di Ton e il castello di Visione, sito al di sopra dell’abitato di Vigo di Ton per controllare il passaggio presso il passo della Rocchetta.Castel Visione Altri ancora non hanno mai avuto una dismissione da parte della famiglia, e sono stati ininterrottamente abitati da membri della casata: pensiamo a castel Bragher della famiglia Thun,  a castel Cles della famiglia dei baroni Cles, a castello di Castelfondo sempre dei Thun, a castel Valer della famiglia Spaur. Mentre al castello di Malgolo si sono succeduti un certo numero di proprietari: dai de Concini e de Betta a cui sono succeduti i conti Premoli e attualmente è una residenza privata.

Castel BragherCastel Cles Castelfondo

Castel Valer Castel Malgolo

 

 

 

 

 

 

[1] Questo intervento è Un'introduzione ai castelli della val di Non. Si rimanda, per approfondimenti, alle opere di Gorfer A., i castelli del Trentino, vol.3; Pinamonti G., La Naunia descritta al viaggiatore (144 download) . Sui singoli castelli sono stati stesi dei lavori da laureandi che talvolta sono stati messi a stampa, ad esempio è il caso di Castel Belasi. Altre informazioni si possono reperire in atti dei convegni e in testi pubblicati dai singoli Comuni ove sorge un castello. Ovviamente, mentre è molto divertente leggere questi testi d'occasione, quelli scientifici più completi sono minuziosi ma perdono in tonicità. Chiedo quindi al lettore di capire questo limite umano presente in tutti noi, e di non bollare la mia buona volontà come "poco adatta agli scritti accademici" ricordando a lui e a me che questo testo ha carattere divulgativo, non scientifico.

Permalink link a questo articolo: http://www.elbrenz.eu/territorio-e-cultura/castelli/val/

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