Presentazione del Libro Hände auf Tirol / Le mani sul Tirolo – di Giuseppe Matuella

Rispetto, Identità Storica e Cultura del Tirolo

Questo articolo riassume la presentazione di un nuovo libro, il cui contenuto è tratto dall’introduzione del libro stesso, dedicata al concetto di “rispetto” e all’identità storica e culturale, con particolare attenzione alle vicende della terra tirolese e alle conseguenze della guerra del 24 maggio 1915. Vengono analizzati in profondità i concetti di rispetto, coscienza e identità, le criticità storiche e attuali che ne derivano, e vengono citati interventi istituzionali (come quello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella) e giornalistici (come l’articolo di Edoardo Venditti su La Stampa) per riflettere sull’importanza della verità storica e della cultura condivisa. Sono inoltre evidenziate le questioni aperte relative al riconoscimento dell’identità tirolese e ai persistenti rischi di perdita culturale e di manomissione dell’identità stessa. Non vengono esplicitamente indicate azioni concrete da intraprendere, ma si sottolinea la necessità di ristabilire la verità.


Il Rispetto, Identità e Coscienza

Il rispetto è definito come sentimento e comportamento che implica considerazione, stima e deferenza verso gli altri, le loro idee, i loro diritti e i loro sentimenti.
Non si limita alla semplice educazione o cortesia, ma è un atteggiamento fondamentale per costruire relazioni sane e pacifiche, basate sulla fiducia.
Si estende anche all’ambiente, al patrimonio culturale e alle regole della società, riconoscendone il valore e l’importanza.
Il rispetto è considerato un pilastro fondamentale per una convivenza civile e armoniosa, sia a livello personale che a livello sociale.
Ogni individuo, comunità e popolo possiede un proprio modo di vivere e una propria identità, un patrimonio individuale che è giusto e logico tutelare e rispettare, poiché nessuno è uguale all’altro.
L’identità è descritta come un patrimonio individuale unico, che distingue ogni persona e che è fondamentale conservare e valorizzare.
La coscienza personale è necessaria per comprendere la consapevolezza che il soggetto ha di se stesso e del mondo esterno, permettendo di valutare le proprie attività interiori e il proprio ruolo.
La consapevolezza, intesa come coscienza, aiuta a distinguere tra ciò che è positivo e negativo, e a comprendere che non esiste il bene senza il male, né il buio senza la luce.
La mancanza di rispetto e di ascolto della coscienza è vista come causa delle criticità contemporanee.
Si evidenzia la presenza di persone ai vertici della società che, agendo senza coscienza né rispetto, vivono in un mondo di pseudo-potenza, generando confusione e dispersione e non essendo connesse con le proprie decisioni.


Analisi Storica e Riflessioni Attuali


Viene ricordata la guerra che ha coinvolto il Tirolo, descritta come voluta da pochi ai vertici del Regno d’Italia, contro la volontà dei popoli coinvolti.
Si citano dati ufficiali forniti dalla giustizia militare italiana che confermano l’ostilità del popolo verso la guerra: 870.000 denunce totali, di cui 470.000 per evasione alla chiamata di leva, 162.000 e spiccioli processi per dissezione, 310.000 processi per indisciplina, 150.000 processi per mutilazioni volontarie (in particolare alle mani, per evitare il servizio militare), e 8.500 processi per resa e sbandamento.
Questi numeri testimoniano l’ostilità del popolo italiano verso la guerra.
Si sottolinea la disumanità del conflitto, con l’esempio toccante di un soldato austriaco e un caporale italiano trovati morti e abbracciati in una buca di granata, e si critica aspramente la giustificazione della guerra come aiuto a un popolo oppresso, definendola impensabile.
Si mette in dubbio la narrazione dell’oppressione austriaca sugli “italiani d’Austria” (meglio definiti come tirolesi di lingua italiana), definendola “la più grande menzogna”, ed evidenziando come l’Austria, al contrario, abbia garantito l’istruzione obbligatoria a tutti i suoi popoli, un caso unico in Europa all’epoca.
Si denuncia l’opera “disgustosa” della cancellazione dell’identità tirolese, un’identità quasi millenaria, come diretta conseguenza dell’annessione all’Italia, iniziata già dal 3 novembre 1918.
Viene citato l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, tenuto al Quirinale il 28 aprile 2025 in occasione dell’incontro con il FAI (Fondo Ambiente Italiano), che sottolinea il ruolo immane della cultura nel condurre alla conoscenza, al confronto, al dialogo, alla crescita, al rispetto dell’identità di ciascuno e alla costruzione di identità condivise e comuni, definendola “civiltà” che genera capitale sociale, incontro, pace, sviluppo e unisce l’identità europea.
Si distingue tra una cultura acquisita e maturata nel tempo, che favorisce la comprensione e la crescita, e una cultura imposta, che è di difficile accettazione, non appartiene al popolo e tende a essere ripudiata o odiata.
Si esprime la necessità di ristabilire la verità storica e l’identità autentica, criticando aspramente le azioni passate, iniziate dal 3 novembre 1918 da sedicenti “liberatori”, e quelle presenti che continuano a minare violentemente la cultura e l’identità locale, cercando di imporre idee e realtà non appartenenti al popolo tirolese.
Si richiama il discorso del ministro Camillo Peano, rappresentante del governo, pronunciato il 10 ottobre 1920 durante la festa dell’annessione della “Venezia tridentina”, in cui prometteva che i nuovi popoli annessi sarebbero stati considerati “fratelli”, con rispetto per le autonomie e senza imposizioni. Tuttavia, si sottolinea che tali promesse non hanno trovato riscontro nei fatti, e la democrazia promessa non si è mai vista.
Viene citato un articolo di Edoardo Venditti, pubblicato su “La Stampa” il 20 maggio 2025, intitolato “Enigma sul Tirolo e quelle ferite mai rimarginate”. L’articolo evidenzia che la storia del Tirolo non ha innocenti assoluti né colpevoli esclusivi, ma che l’Italia, sia quella fascista che quella repubblicana, ha pesantissime responsabilità e non ha mai chiesto scusa.


Questioni Aperte e Rischi


Rimane irrisolta la questione della verità storica e del pieno riconoscimento dell’identità tirolese, che continua ad essere minacciata e manomessa.
Non è chiaro se e come le istituzioni intendano affrontare le ferite storiche e culturali ancora aperte, dato che le promesse di rispetto e autonomia non sono state mantenute nel tempo.
Permangono rischi significativi di dispersione e perdita di identità a causa di politiche e narrazioni imposte che non appartengono alla cultura locale e che continuano ad operare in senso negativo sull’identità tirolese.
Non è stato chiarito se ci saranno ulteriori iniziative concrete da parte delle istituzioni per promuovere il rispetto e la cultura locale, al di là delle dichiarazioni verbali.